Diario di bordo

HERO Dubai: l'esperienza di Ato, uno di noi

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parte seconda


Racconto della giornata di gara del notro amico Ato Fedon impegnato alla HERO Dubai tra inconvenienti tecnici, fisici, ed emozioni forti.
"Giornata meravigliosa oggi.
Qualche disguido con il taxi alla mattina, ma poi credo la mia giornata di sport in MTB piu’ bella in assoluto.
Mi sono trovato in griglia di partenza con i migliori atleti al mondo.
Davanti a me Paez, il Campione del Mondo, al quale sussurro: “Attento che sono dietro a te e non ti mollo”. Lui si gira un po’ seccato, poi vede la mia faccia stupida e si mette a ridere.
Ato Fedon con Leo Paez

30 secondi alla partenza, adrenalina a mille! Via! Si parte!
Io sempre con il mio sorriso felice come quello di un bambino al quale vengono date le caramelle.
Mi sento bene. Pedalo come altre poche volte.
Partenza

Per i primi 20 Km, tracciato tecnico e faticoso.
Sbaglio qualche cambiata, pero’ la tecnica, della quale ero preoccupato per i miei 5 mesi senza bici, viene fuori. Verso il 15.o Km sento sferragliare il cambio.
Una pedalata a vuoto e subito dopo un’ altra. Si spacca.
Kaxxo!

Non mi perdo d’ animo, giro la mia fedele MTB e ritorno alla partenza. Ricordo un negozio di noleggio bici vicino alla partenza.
Spingo, corro, mollo la MTB in discesa come un forsennato e finalmente giungo alla partenza e al negozio.
“Amico, sto’ facendo la gara ma la mia MTB si e’ rotta. Dammene una a noleggio.”
Scartoffie mentre sostituiscono i loro pedali con i miei.
Pronto!

Esco dal negozio ed il responsabile esce dal negozio per il pagamento.
“Va in mona”, gli dico in veneto, ridendo! “Non ho i soldi con me. Dopo ritorno per prendere la mia MTB e ti pago”!
E via a pedalare come un pazzo per recuperare il tempo perso.
Vado bene. La gambe girano al meglio, segno e’ che l’ allenamento dei 5 mesi precedenti sta’ dando i loro frutti.
Incomincio a superare dei concorrenti.
Do’ tutto me stesso.

Salgo. Supero bene dei passaggi tecnici. La Bike non e’ la mia, ma mi sono adattato ad essa. Non la conosco in discesa e non la sforzo.
Passano i Km. Supero ancora dei concorrenti.
Tiro al massimo, anche se so che da li a poco andro’ a pagare il conto con il mio fisico.

Intorno al 40.o Km del percorso (in verita’ne avevo una trentina in piu’ per la bici  noleggiata), le gambe si induriscono, non vogliono piu’ andare.
La testa le spinge ancora per un po’. Poi il cuore.
Ma dopo sara’ finita. Rallento, sempre dando pero’ il meglio di me.
Alla fine devo prendere il magnesio anti crampi.

Le cose migliorano.
Passo in un paese con una stradina in discesa ordinatissima. Profumi meravigliosi. Dall’ altoparlante della Mecca la voce cantata di chi esercita la funzione religiosa.
Persone con le loro tuniche bianche che mi guardano e che si spostano gentilmente. Ringrazio per cio’ ognuno di loro.
I Km scorrono sotto le ruote della mia MTB a noleggio.

Curve infinite.
Le gambe che riprendono a farmi male.
Ma in lontananza sbuca il traguardo. Ato, non mollare proprio ora! Tieni duro!
Mi avvicino. Taglio il traguardo con una gioia immensa.

Ieri sera Berto, mio carissimo amico, mi scrisse delle cose meravigliose: “Domani se ti troverai in difficolta’ pensa a tutte le persone malate che non possono fare questo. Combatti. Passa i tuoi momenti di crisi sportiva per loro. E loro ti ringrazieranno”

Ecco, questa e’ la cosa che mi ha portato al traguardo.
Io ho messo poco del mio.
Loro mi hanno spinto. Sempre.

Poca cosa la mia, che pero’ mi ha regalato una gioia immensa"
Ato Fedon Dubai
Dubai
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