Domenica 22 marzo a Fondi si corre la seconda tappa del Trofeo dei Parchi Naturali.La gara organizzata dal sempre verde Gino Marcantonio giungerà alla sua ventottesima edizione, mentre sarà la quinta volta per la gara gravel, che si corre sullo stesso percorso della gara mtb.
Riavvolgiamo i nastri per raccontarvi le ultime cinque edizioni con cinque copioni diversi, seppure il finale, a Fondi, lo scrive sempre la stessa penna: velocità e sangue freddo. A Fondi non si “sale” per fare selezione: si sta davanti per sopravvivere. Qui la classifica non la decide una salita-killer, la decide un dettaglio: una buca presa male, una curva fatta larga, un ponticello affrontato nella posizione sbagliata. E se perdi la ruota giusta, non perdi un secondo: perdi un treno. Letteralmente. La Marathon del Lago di Fondi e Monti Ausoni è diventata, negli anni, una classica di primavera: nervosa, veloce, spietata.
Una gara con volti diversi a seconda dell’umore del meteo e della gamba del giorno. Dal 2021 al 2025 Fondi ha cambiato pelle più volte… ma non ha mai smesso di mordere.
Nel 2021, “roba da vera mountain bike”.
Il 2021 è l’edizione che sorprende chi pensava a una Fondi solo watt e polverone.
E' una prova tecnica con salite cattive e tratti che obbligano a galleggiare sulla sella e, spesso, a mettere il piede a terra. È l’anno delle facce stanche e delle frasi sincere al traguardo: “Mi sono divertito alla grande… ma devo migliorare”.
E in mezzo, una corsa che sembra un romanzo d’avventura: guai meccanici, cadute, inseguimenti, rientri.
Alla fine la spunta Felice Marotta, con un copione da giornata perfetta, davanti a Stefano Fiorini e Tomas Zaccaria.

È l’edizione del verbo “limare”, del lavoro sporco in testa e del risparmio watt in coda. E soprattutto è l’edizione in cui la gara si decide con una furbata nel momento giusto: un buco piccolo che diventa enorme perché dietro non c’è accordo. Davanti restano in pochi, e sul traguardo alza le braccia l’uomo d’esperienza: Stefano Capponi, che mette in fila tre giovani pronti a prendersi il futuro. Tra le donne vince Mara Parisi, sempre più a suo agio in mezzo al fango e alla velocità.
Nel 2023 a Fondi si parla “lingua straniera”. A Fondi atterra il cinque volte campione slovacco Tomas Visnovsky, e la Fondi si trasforma in una gara di controllo, nervi e fango.
Si va forte fin dal primo metro, ma nessuno riesce davvero a fare male fino al momento chiave: ai venti dall’arrivo scatta la miccia, restano in due, e dietro la rincorsa muore per mancanza di accordo. Sul rettilineo finale spunta lui, coperto di fango e certezze: Visnovsky vince, Colonna è secondo a un soffio. Tra le donne, Fondi parla lituano: vince Greta Karasiovaite davanti a Parisi.
Nel 2024, vent’anni dopo: rivince un Carrer. E' l’anno in cui Fondi si prende definitivamente l’etichetta di classica di primavera. Qui può vincere il velocista, può vincere il passista, può vincere chi legge meglio la corsa. Vittorio Carrer vince a Fondi vent’anni dopo il successo del padre Maurizio (2004). Un passaggio di testimone che rende l’albo d’oro ancora più speciale. Carrer vince davanti a Semeraro e Mignoli; tra le donne Karasiovaite piega ancora Parisi nel finale.
Il 2025 è l'edizione del se non ti sporchi godi solo a metà.

La pioggia arriva, bagna il tracciato e regala ai biker quel lusso infantile che gli adulti si concedono raramente: sporcarsi senza sensi di colpa.
La gara è un elastico, un continuo rilancio, una battaglia di posizione in cui nessuno riesce a fare la differenza prima del traguardo.
E allora, come spesso succede qui, decide la volata: Adriano Luciano beffa per centimetri Francesco Mignoli.
Tra le donne la prima vittoria a Fondi per Mara Parisi.
L'edizione 2026 è alle porte!
Non ci resta che scoprire da vicino quale faccia indosserà la gara.
In ogni caso, ci sarà sempre da divertirsi.
