Campionato del Mondo MTB

Il Mondiale del marziano: Tom Pidcock è il Re della Val di Sole, ma a Daolasa fa festa anche l’Italia

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photo credits ©Michele Mondini



Il Cross-country dei Campionati del Mondo UCI di Mountain Bike Val di Sole-Trentino esalta il due volte Campione Olimpico e rimanda Mathieu van der Poel, regalando al pubblico di Daolasa (30.000 ingressi in tutta la settimana) una giornata indimenticabile. Tra le Donne Elite si consacra Sina Frei, ma alle sue spalle c’è una Martina Berta d’argento. Tra le Juniores si concretizza il sogno iridato di Valentina Corvi
Per un giorno la Val di Sole è sembrata ancora più vicina al cielo. Là dove le montagne stringono la valle, dove l’aria profuma di polvere e bosco è atterrato il marziano. Thomas Pidcock ha scelto il palcoscenico più grande, quello dei Campionati del Mondo UCI di Mountain Bike Val di Sole-Trentino, per ricordare a tutti perché il suo nome appartiene alla categoria dei fenomeni. 

Partito dalla quinta fila, domenica 30 agosto, il due volte Campione Olimpico di Cross Country ha pedalato dentro la polvere di chi lo precedeva in griglia, lasciando dietro di sé gli avversari, uno dopo l’altro, e davanti a sé soltanto la maglia iridata. Mathieu van der Poel ci ha provato, il pubblico l’ha spinto. Ma quando la gara è entrata nel suo momento decisivo, l’olandese non c’era nelle prime posizioni. Voleva l’unico Mondiale che gli mancava, dovrà riprovarci: oggi la classifica dice 30. 

Oltre quattro minuti più avanti, Pidcock ha cambiato passo a due giri dalla fine, come fanno soltanto i fuoriclasse: uno scatto, poi un altro, e quella distanza che si allunga fino a diventare una sentenza, con il connazionale Charlie Aldridge ultimo ad alzare bandiera bianca. L’oro mondiale è suo. Il Re della Val di Sole è lui.

E mentre il britannico si è preso la gara più attesa, Daolasa ha celebrato una giornata destinata a restare nella storia della Mountain Bike italiana. Martina Berta è splendido argento tra le Donne Elite alle spalle dell’elvetica Sina Frei e, tra le Under 23, il sogno iridato è diventato realtà per Valentina Corvi. Dalla mattina al pomeriggio: una domenica di sport da ricordare. Un Mondiale da ricordare, migliaia di persone festanti (30.000 ingressi in tutta la settimana), un mare di bandiere, colori e passioni diverse, unite dalla stessa, meravigliosa, lingua: quella della Mountain Bike.
Il podio della gara Uomini Elite. Da sinistra: Charlie Aldridge, Tom Pidcock e Cole Punchard (Credits: Michele Mondini)
Il podio della gara Uomini Elite. Da sinistra: Charlie Aldridge, Tom Pidcock e Cole Punchard (Credits: Michele Mondini)
PIDCOCK LA SENTENZA, PUNCHARD LA SORPRESA, VAN DER POEL LA DELUSIONE
Ha vinto otto delle ultime dieci gare di Cross-country disputate, oltre agli ultimi due ori olimpici, a Tokyo e Parigi. Quando Tom Pidcock decide di tornare alle ruote grasse, per gli altri, spesso, c’è poco da fare. La rassegna iridata in Trentino non ha fatto eccezione, nonostante una scomoda partenza dalla quinta fila, la stessa di Mathieu van der Poel.

A differenza dell’olandese, il britannico si è subito messo a caccia dei primi con la gamba delle grandi occasioni. Il 27enne di Leeds non ha avuto vita facile contro avversari che fanno della mountain bike la loro specialità per tutto l’anno. Davanti, i francesi hanno dettato il ritmo, rendendo difficile la rimonta di Pidcock, che ha iniziato ad affacciarsi nel gruppetto di testa attorno a metà gara. Un paio di errori hanno rimandato l’aggancio, ma nel corso della sesta tornata è arrivato il primo affondo.

Aldridge, Boichis, Vidaurre e la sorpresa Punchard hanno inizialmente risposto bene, ma quando l’acido lattico ha iniziato ad accumularsi nelle gambe, l’esito finale ha iniziato a prendere forma. Gli avversari di Pidcock hanno ceduto uno dopo l’altro, l’ultimo dei quali Aldridge, nel corso del penultimo giro. Il britannico ha tagliato il traguardo in solitaria, con 17” di vantaggio sul connazionale. Medaglia di bronzo per il canadese Cole Punchard, a 31”, anch’egli partito dalla metà dello schieramento. Quarta posizione per il cileno Martin Vidaurre, a 59”, frenato da una foratura all’inizio dell’ultimo giro che gli ha fatto perdere un bronzo che sembrava ormai vicino. Quinto il francese Adrien Boichis, iridato nello Short Track. nella seconda metà di gara dopo un buon avvio.

Per Tom Pidcock si tratta del secondo titolo Mondiale Elite di Cross-country, che va a sommarsi alle maglie arcobaleno conquistate nel ciclocross, nell’E-MTB, e su strada nella categoria Juniores. Al britannico il Trentino quest’anno porta bene: è storia dello scorso aprile il successo nella tappa di Arco del Tour of the Alps.

"Assieme al Tour de France, questi Mondiali rappresentavano il mio obiettivo stagionale. È stato un periodo difficile, segnato dalla scomparsa di Finlay Tarling. Questa vittoria è per suo fratello Joshua", ha dichiarato a caldo Tom Pidcock.

"Tornare nelle prime posizioni è stato complesso: venerdì sono caduto durante il training e avevo un po’ di mal di schiena. Non potevo fare cambi di ritmo estremi, quindi ho cercato di andare del mio passo e di conservare le energie necessarie per fare la differenza nel finale."
"Mando un abbraccio anche a Tadej Pogačar, che oggi ci stava guardando dall’ospedale. Spero che si riprenda presto. Sono felice di aver dimostrato di essere più forte di Mathieu van der Poel in mountain bike. Penso che lui sia più forte di me su strada, ma un giorno voglio conquistare l’oro mondiale anche lì."

Si è invece concluso in una mesta 30ª posizione, a 4’40” da Pidcock, il Mondiale di Mathieu van der Poel. L’olandese non è mai riuscito a entrare davvero in gara, complice una partenza lenta e un feeling con la mountain bike ancora imperfetto, nonostante i buoni segnali mostrati in Coppa del Mondo a Les Gets.

Tredicesimo il primo degli italiani, Simone Avondetto: l’azione del piemontese è andata in calo. "Ai Mondiali contano solo le medaglie, non sono soddisfatto. Ho provato a restare davanti finché avevo energie, ma il ritmo era troppo elevato e sono saltato”, ha commentato dopo la gara.
 
Il Mondiale del marziano: Tom Pidcock è il Re della Val di Sole, ma a Daolasa fa festa anche l’Italia
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